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NOBILI, GALLINA E DIVERSI ALTRI

La politica, quella vera, è impegno e servizio verso la comunità. Ci sono anche responsabilità da assumere che devono essere commisurate a competenza, disponibilità, impegno.

Nella maggioranza dei casi dovrebbe prevalere la gratuità e lo spirito di volontariato, ma quando il livello di impegno richiesto è alto e assorbe gran parte del tempo a disposizione di una persona non è per nulla vietato che ci sia  un adeguato e ragionevole compenso. Dunque nessun facile populismo o un generico qualunquismo che è incapace di distinguere situazione da situazione.

Quando, però, a livello sia locale che più generale, si verificano accumulo di incarichi, nomine prevalentemente basate sull’appartenenza politica più che sulle competenze, quando i compensi appaiono esagerati e si sommano tra di loro prende corpo la “cattiva politica”, quella che fa precipitare il consenso dei partiti a livelli bassissimi e pericolosi per la stessa democrazia.

In queste ultime settimane il Partito Democratico (che pure non è la Madonna Immacolata) e il Forum per l’Acqua Pubblica hanno messo in luce situazioni che non possono essere di certo definite come edificanti:

 

- il Presidente della Provincia Massimo Nobili che, oltre a continuare a cumulare diversi incarichi, decide che “per il bene dei lavoratori” i lavori di costruzione della propria casa siano affidati ad un impresa “pubblica” da lui presieduta (CESA); cosa accadrebbe se, per caso, ci fosse una contestazione sullo svolgimento dei lavori? Nobili, proprietario della sua casa, contesterebbe Nobili presidente della impresa a cui ha affidato i lavori? E, poi, che senso ha mantenere in vita una società “pubblica” che ha esaurito la sua “mission”?

 

- L’altro caso riguarda la gestione del ciclo idrico (acqua, fognature, depurazione): scopriamo che Sebastiano Gallina (consigliere provinciale PDL) è contemporaneamente Presidente di due società pubbliche, una controllata dall’altra, e che per questi incarichi percepisce circa 71.000 euro all’anno. Secondo l’originario piano d’ambito (approvato dall’ATO quando c’era il centro sinistra) Acque Nord (una delle società di cui Gallina è Presidente) avrebbe dovuto essere incorporata da Acque Novara VCO (l’altra società di cui Gallina è Presidente) entro il 2011; perché questo non è avvenuto? Forse perché così facendo Gallina mantiene i due incarichi e i due compensi?

 

Su un piano strettamente formale e giuridico forse non ci sono vere e proprie incompatibilità in nessuno dei casi indicati (sarebbe peraltro opportuna una verifica), ma – a nostro parere - esistono incompatibilità ben più sostanziali e gravi: quelle politiche e quelle etiche.

 

A Nobili chiediamo che si accontenti di fare (possibilmente bene) il Presidente della Provincia e si dimetta da tutti gli altri incarichi che ha (sono ancora numerosi…), a Gallina chiediamo di dimettersi da una delle due Presidenze (e  pure da altri incarichi di emanazione pubblica che ricopre) e si adoperi per favorire quell’accorpamento delle società pubbliche che gestiscono l’acqua (una delle condizioni per rendere più efficiente ed efficace la gestione a livello interprovinciale).

 

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