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CIAO, PRESIDENTE

Cari amici, ho trovato sui giornali di oggi questo servizio che rievoca, mi pare in modo corretto e completo, la lunga e preziosa testimonianza di servizio alla Nazione di Oscar Luigi Scalfaro in momenti particolarmente difficili e delicati. Molti di noi gli sono stati amici e ne ricordano con fierezza la esemplare figura di cattolico coerente, di politico e uomo pubblico di grande capacità e dignità, di dedizione al bene pubblico e di strenuo difensore della Costituzione repubblicana, nata dalla Resistenza.       Franco Fornara
Morto l'ex presidente Oscar Luigi Scalfaro
dalla Costituente ai no a Berlusconi

Capo dello Stato dal 1992 al 1999, il senatore a vita aveva 93 anni e si è spento nella notte a Roma. Una carriera ai vertici in ruoli di governo e nelle istituzioni.

Nato a Novara il 9 settembre del 1918, Scalfaro fu eletto in Parlamento nel 1946 e fu ininterrottamente deputato fino al 1992, quando, da presidente della Camera, fu eletto Capo dello Stato, carica ricoperta fino al 1999.

Un conservatore della Dc - Storico esponente dell'ala conservatrice della Democrazia cristiana, attualmente era senatore a vita, aderente al Partito Democratico. Con Sandro Pertini ed Enrico De Nicola, Scalfaro ha ricoperto tutte le tre più alte cariche dello Stato, visto che fu anche provvisoriamente presidente del Senato all'inizio della XV Legislatura, fino all'elezione di Franco Marini. Il suo ultimo grande impegno è stata la difesa della Costituzione. Appresa la notizia, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha reso omaggio alla figura di Scalfaro: "E' con profonda commozione che rendo omaggio alla figura di Oscar Luigi Scalfaro nel momento della sua scomparsa, ricordando tutto quel che egli ha dato al servizio del Paese, e l'amicizia limpida e affettuosa che mi ha donato. E' stato un protagonista della vita politica democratica nei decenni dell'Italia repubblicana, esempio di coerenza ideale e di integrità morale".


L'esperienza Costituente - Scalfaro ha passato praticamente tutta la vita in politica. Lasciata la toga di magistrato, indossata per la prima volta nel 1943, nel 1946 fu eletto all'Assemblea Costituente nelle liste della Dc, partito nel quale militò sempre, vicino all'ala conservatrice. Dall'83 all'87 fu ministro dell'Interno nei due governi Craxi. Presidente della Camera nell'aprile 1992, un mese dopo fu eletto presidente della Repubblica, succedendo a Francesco Cossiga, con i voti espressi da Dc, Psdi, Psi, Pri, Pds, Verdi, Radicali e Rete.


Il no a Previti guardasigilli - Il settennato al Quirinale di Scalfaro è stato uno dei più delicati e controversi. Scalfaro assistette allo sgretolamento della Prima Repubblica determinato dall'inchiesta su Tangentopoli, scontrandosi ripetutamente con Silvio Berlusconi dopo la vittoria elettorale del Polo delle Libertà nel 1994. Quando Berlusconi mise mano alla lista dei ministri del suo primo governo, Scalfaro ritenne sgraditi alcuni nomi e si oppose fermamente all'indicazione di Cesare Previti, avvocato del premier, indagato ma non ancora condannato, al ministero della Giustizia. Previti fu "spostato" alla Difesa e sostituito da Alfredo Biondi nel ruolo di Guardasigilli.


Il Ribaltone - Dopo sei mesi, nel dicembre del 1994, il governo Berlusconi fu costretto alle dimissioni dal ritiro del sostegno della Lega. Scalfaro, invece di sciogliere le Camere, come chiesto insistentemente da Silvio Berlusconi, avviò le consultazioni per verificare se vi fosse in Parlamento una maggioranza alternativa per formare un nuovo esecutivo. Berlusconi gridò al "ribaltone", ma Scalfaro applicò la Costituzione: la funzione di deputati e senatori va esercitata senza vincoli di mandato, quindi è consentito cambiare schieramento ed appoggiare formazioni politiche diverse dalla lista in cui si è stati eletti.


Il governo Dini - Avuta dalle consultazioni la certezza della possibilità di un governo tecnico, Scalfaro in un famoso discorso di fine anno invitò Berlusconi al passo indietro, promettendo che il nuovo governo avrebbe avuto un incarico a termine e un presidente di fiducia dell'ormai ex premier. Il Cavaliere accettò il suo ex ministro del Tesoro, Lamberto Dini, e assistette nell'anno successivo al progressivo spostamento dell'asse del nuovo governo verso il centrosinistra, che con Prodi e l'Ulivo vinse le successive elezioni nel 1996.


Scontro sulla Par condicio - Queste ed altre circostanze portarono nel centrodestra alla nascita di una diffusa ostilità verso il capo dello Stato, accentuata dalla sconfitta elettorale del 1996. Nuova occasione di scontro fu la legge sulla "par condicio", termine impiegato proprio da Scalfaro in più di una pubblica esternazione, per affermare l'esigenza della parità delle armi comunicative sulle reti televisive per tutti gli attori politici. La legge fu vista come un modo per mitigare lo strapotere mediatico di Berlusconi.


Lo scandalo fondi neri del Sisde
- Nel 1993 scoppiò lo scandalo Sisde, relativo alla controversa gestione di fondi riservati. Un'inchiesta della magistratura fece emergere fondi "neri" per circa 14 miliardi depositati a favore di 5 funzionari. Ci furono l'intervento del Consiglio superiore della magistratura per dissidi fra il magistrato che indagava e il suo procuratore capo, quello della Commissione parlamentare d'inchiesta sui servizi segreti, presieduta da Ugo Pecchioli, e quello del ministro dell'Interno Nicola Mancino. Tutti si misero a indagare sull'operato del Sisde mentre a San Marino venivano individuati altri 35 miliardi di sospetta provenienza. Uno degli indagati, Riccardo Malpica, ex direttore del Sisde, affermò che Mancino e Scalfaro gli avrebbero imposto di mentire e che il Sisde avrebbe versato ai ministri dell'interno 100 milioni di lire ogni mese.


Il "non ci sto!" - La sera del 3 novembre 1993 Scalfaro si presentò in televisione, a reti unificate e interrompendo una partita di Coppa Uefa, per un messaggio straordinario alla nazione. Fu il discorso del "Non ci sto!". Il presidente della Repubblica parlò di "gioco al massacro" e diede una chiave di lettura dello scandalo come di una rappresaglia della classe politica travolta da Tangentopoli nei suoi confronti. Nei giorni successivi i funzionari furono indagati per il reato di attentato agli organi costituzionali, accusa dalla quale sarebbero stati prosciolti nel 1996 per decorrenza dei termini, ma senza formula piena. Nel 1994, intanto, i funzionari furono condannati, dimostrando la fondatezza della accuse di Scalfaro.

IL PONTE SUL LAGO

 

Sentiredemocratico, anche in vista del prossimo rinnovo dell’Amministrazione Comunale di Omegna,  ha recentemente avanzato una proposta per immaginare lo sviluppo di un turismo compatibile sia in termini ambientali che di sostenibilità economica individuando come importante l’area della foce della Fiumetta e del Monte Zuoli.

Senza per nulla smentire quella proposta, vorremmo però lanciare – con l’intento di non considerarlo solo una provocazione – un altro tema che, nel passato, aveva infiammato il dibattito omegnese. Ci riferiamo alla fattibilità o meno di un ponte sul tratto terminale del lago che possa collegare le due sponde di lungo lago Gramsci e di lungo lago Buozzi. Il dibattito del passato su questo tema è stato abbandonato sia per gli evidenti contrasti che aveva suscitato (in modo trasversale tra le varie forze politiche), ma anche per una oggettiva carenza di risorse a disposizione per realizzare l’opera.

Non è che le attuali condizioni delle finanze pubbliche siano tali da consentire facili promesse, ma certamente ci si sta sempre più rendendo conto che l’economia di Omegna – per avere qualche prospettiva futura -  non possa che prefigurare uno scenario in cui il ruolo del turismo e la vivibilità della città siano elementi preponderanti rispetto allo scenario del passato in cui decisivo era l’apporto dell’industria e dei servizi legati a quel tipo di economia.

Se di questo si tratta, è indubbiamente necessario trovare il modo per liberare il centro cittadino dal traffico asfissiante che lo assilla lungo l’asse stradale che scorre davanti al Municipio. Ciò sarebbe funzionale non solo allo sviluppo turistico e commerciale, ma anche e soprattutto alla vivibilità per i cittadini residenti che solo in questo modo potrebbero godere di una significativa area pedonale o a traffico limitato.

Realizzare il ponte (molto più della ventilata e difficile alternativa costituita da un tunnel sotto il Parogno) diventa allora una scelta strategica per il futuro. Realizzabile subito? Probabilmente no, perché non ci sono i soldi ma anche perché il confronto sulla tipologia dell'opera e sulla sua compatibilità ambientale, in realtà, non è mai stato avviato seriamente.

Quello che vorremmo proporre ed indicare come iniziativa da mettere in campo a breve termine è la realizzazione di uno studio di fattibilità attraverso un “concorso d’idee”, promosso dalla Amministrazione Comunale, magari con il supporto di altre Amministrazioni Pubbliche o di Fondazioni.

I ponti possono essere belli o brutti, possono porsi in contrasto con il paesaggio o divenirne un positivo elemento costitutivo; l’unico modo per non erigere steccati o avanzare proposte avventate è quello di porsi di fronte ad un problema approfondendolo, studiandolo e mettendolo a confronto con altre realtà similari.

E’ quello che vorremmo venisse fatto.

TURISMO AD OMEGNA

       

PROPOSTE PER UN TURISMO COMPATIBILE

http://maps.google.it/maps/ms?msid=212614066062497190864.0004bc343e9eae9b31304&msa=0

C’e un’area a Omegna che in tempi relativamente brevi, può consentire uno sviluppo turistico compatibile con la realtà locale sia in termini di rispetto ambientale, sia in termini di quantità e qualità degli investimenti necessari. Non ci riferiamo alla possibilità di realizzare grandi alberghi attraverso la ristrutturazione di aree come quella della ex Conceria Beltrami o dell’IRMEL (lo potranno eventualmente fare soggetti privati se ne valuteranno la convenienza economica), bensì all’opportunità di intervenire nell’area della foce della Fiumetta e del Monte Zuoli.

Praticamente tutta l’area indicata è di proprietà pubblica, ma non gestita direttamente dal Comune ed è così suddivisa:

  • Centro Sportivo e nuova area camper (in attesa di essere ceduta in gestione a soggetti terzi tramite bando del Comune che prevede migliorie ed investimenti).
  • Porzioni prossime al centro sportivo di proprietà comunale o demaniale: quella tra il lido vero e proprio e la canottieri, nonchè l’area denominata “Boschina” proprio alla foce della Fiumetta in sponda destra: spiagge libere eventualmente da sistemare opportunamente con interventi di minimo impatto.
  • Nuova sede della Canottieri con gestione privata, ma sicuramente di interesse pubblico, con la possibilità di prevedere anche il noleggio di imbarcazioni.
  • Area dell’Oasi della Vita, non propriamente utilizzata al massimo in questi ultimi anni, gestita dall’associazione Pro Senectute tramite convenzione.
  • Area boscata vicina agli orti dell’Oasi della vita, attualmente inutilizzata.
  • Area comunale dei campi di calcio, affidati in convenzione al Bagnella Calcio che – senza ledere gli scopi attuali – può essere valorizzata e utilizzata più proficuamente.
  • Area del Monte Zuoli, affidata in gestione alla Comunità Montana e in parte utilizzata come luogo di conferimento rifiuti differenziati (ConserVCO) suscettibile di grandi potenzialità ancora non espresse, mettendo in campo anche il trasferimento della discarica.

L’insieme di questo territorio a cui si potrebbero aggiungere i vari percorsi sentieristici che consentono facilmente di raggiungere la sponda occidentale del lago, Brolo e laghetti di Nonio, Ponte Bria, le Quarne….merita un’attenzione particolare.

La proposta che si potrebbe avanzare è quella della definizione di un progetto condiviso dall’Amministrazione Comunale (che dovrebbe farsi carico soprattutto della regia e delle indicazioni di massima) e dai soggetti convenzionati o gestori  al fine di individuare quali interventi coordinati possano essere realizzati per l’obiettivo comune di rendere queste aree fruibili in modo unitario sia dai cittadini omegnesi e cusiani, sia da potenziali turisti esterni (a partire dal turismo scolastico, da quello della “terza eta” a quello culturale, sportivo, escursionistico).

Non sarebbe difficile immaginare la possibilità di realizzare cottages o bungalows (1) per la permanenza non solo estiva di famiglie o gruppi di persone (sarebbero necessari almeno 50/60 posti letto corrispondenti agli occupanti di un pullman), uno spazio per campeggio da aggiungersi all’area camper già realizzata, ma attualmente poco fruita, campi da gioco utilizzabili non solo dalle squadre di calcio giovanili, ma anche da turisti e visitatori, un uso più intenso e razionale del ristorante dell’Oasi, una fruizione più completa del Centro Sportivo, percorsi ciclo pedonali debitamente segnalati e integrati.

Certo servirebbe un progetto unitario, ma pensiamo che sarebbe comunque possibile mantenere gestioni parzialmente separate pur in un’ottica integrata.

Ci pare che possa essere impostato un discorso concreto coinvolgendo vari soggetti che potrebbero anche immaginare investimenti (remunerativi e utili anche per nuove opportunità occupazionali) non direttamente e necessariamente  a carico dell’ente pubblico. Assumere un progetto di questo tipo e lavorarci fin d’ora ci sembra essere un esempio positivo di come la campagna elettorale per il prossimo rinnovo dell’Amministrazione Comunale possa diventare più cogente e coinvolgente. 

(1) a titolo puramente informativo basta ciccare su internet per avere indicazioni sui costi: http://www.nidex.ro/bungalows_in_legno.html oppure http://www.mondocasette.com 

RASSEGNA STAMPA

Sentiredemocratico si occupa, come si può ben notare, di tematiche prevalentemente locali e soprattutto omegnesi. Ci pare utile però, di tanto in tanto, segnalare alcuni articoli (una sorta di rassegna stampa mirata e volutamente parzialissima) riguardanti tematiche generali. Lo facciamo anche oggi segnalando - in merito alla pronuncia della Corte Costituzionale che ha negato l'ammissibilità dei referendum sulla legge elettorale - l'articolo di Massimo Giannini apparso su "La Repubblica". Chi vuole leggerlo clicchi qui sotto

http://www.repubblica.it/politica/2012/01/13/news/giannini_referendum-28017890/?ref=HREA-1

LE PROPOSTE DI BERSANI

Il segretario nazionale del PD Pierluigi Bersani ha scritto oggi una lettera a Repubblica che ci pare interessante. Si può leggere il testo cliccando qui di seguito http://www.repubblica.it/politica/2012/01/03/news/lettera_bersani-27522924/?ref=HREC1-1

SPENDING REVIEW A OMEGNA

Non è una parolaccia, è una proposta.

Oltre a “spread” è una delle parole che più sono circolate in questi mesi di crisi economica e finanziaria. Si tratta – come si può leggere in uno studio reso pubblico dalla Camera – di un moderno strumento di programmazione delle finanze pubbliche, utilizzato anche in altri paesi, volto a fornire una metodologia sistematica per migliorare sia il processo di decisione delle priorità e di allocazione delle risorse, sia la performance delle amministrazioni pubbliche in termini di qualità ed efficienza dei servizi offerti”. Vale ovviamente per i macrosistemi economici, ma ci pare che una cosa simile possa essere predisposta anche per quanto riguarda la finanza locale.

Proponiamo pertanto a chi si candida a gestire la pubblica Amministrazione della nostra città (e, per quanto ci riguarda, soprattutto alla candidata a Sindaco del centro sinistra Maria Adelaide Mellano) di mettere in campo una commissione di lavoro che appunto si proponga di effettuare questa “ricognizione”. E’ un lavoro che dovrà essere compiutamente svolto nei primi cento giorni dopo le elezioni e sicuramente prima di approntare il Bilancio di Previsione 2013 della città, ma che può essere avviato fin d’ora coinvolgendo persone esperte. Saper con precisione il rapporto tra quanto si spende e quanto si ottiene in termini di servizi e di risultati è essenziale per impostare una qualsiasi attività politica, ma lo è ancor di più in un periodo di carenza di risorse.

Le domande concrete da fare sono tante, ma è possibile formularne subito alcune: quanto si spende per il personale è congruo rispetto anche ad altri Comuni similari? La distribuzione delle risorse umane (la pianta organica) corrisponde alle esigenze amministrative in termini di qualità e quantità oppure è ragionevole valutare una riorganizzazione complessiva del personale? Quali sono i servizi che il Comune di Omegna deve continuare a gestire da solo oppure deve gestire in un sistema sovra comunale? Quanti e quali sono gli investimenti che ragionevolmente il Comune di Omegna può immaginare di compiere nel corso del ciclo amministrativo? In quali settori sono ipotizzabili risparmi di gestione? Quante sono le risorse economiche sulle quali è effettivamente possibile compiere scelte di discrezionalità?

E assieme allo “spending review” bisogna abbinare una valutazione sulle “entrate”, sulla loro composizione e sulla possibilità di modificare il loro trend.

E’ un lavoro apparentemente ragionieristico che  certo non appassionerà masse di persone, ma – a nostro parere – ha una valenza politica importante sia per compiere una operazione di “verità” rispetto a polemiche vecchie e nuove sulle finanze del nostro Comune, sia per affrontare scelte di merito. 

Per documentazione, si può consultare il sito: http://www.camera.it/cartellecomuni/leg15/RapportoAttivitaCommissioni/testi/05/05_cap03_sch03.htm

AUGURI

Da più di 60 anni, Emidio Beltrami a Natale scrive una poesia. Pubblichiamo quella di quest'anno che ci sembra una sintesi tra preoccupazione e speranza per il prossimo futuro.

  natale 2011

Nel silenzio di questa notte
sei ritornato ad illuminare
i nostri cuori soffocati
dalle trame speculative.
L'assenza di lavoro
l'incertezza del domani
nei sorrisi perduti
 consumano il tempo.
Braccia aperte
rianimano speranza
 nei turbati
gorghi della vita.

 

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