SPENDING REVIEW A OMEGNA
02012012Non è una parolaccia, è una proposta.
Oltre a “spread” è una delle parole che più sono circolate in questi mesi di crisi economica e finanziaria. Si tratta – come si può leggere in uno studio reso pubblico dalla Camera – di ”un moderno strumento di programmazione delle finanze pubbliche, utilizzato anche in altri paesi, volto a fornire una metodologia sistematica per migliorare sia il processo di decisione delle priorità e di allocazione delle risorse, sia la performance delle amministrazioni pubbliche in termini di qualità ed efficienza dei servizi offerti”. Vale ovviamente per i macrosistemi economici, ma ci pare che una cosa simile possa essere predisposta anche per quanto riguarda la finanza locale.
Proponiamo pertanto a chi si candida a gestire la pubblica Amministrazione della nostra città (e, per quanto ci riguarda, soprattutto alla candidata a Sindaco del centro sinistra Maria Adelaide Mellano) di mettere in campo una commissione di lavoro che appunto si proponga di effettuare questa “ricognizione”. E’ un lavoro che dovrà essere compiutamente svolto nei primi cento giorni dopo le elezioni e sicuramente prima di approntare il Bilancio di Previsione 2013 della città, ma che può essere avviato fin d’ora coinvolgendo persone esperte. Saper con precisione il rapporto tra quanto si spende e quanto si ottiene in termini di servizi e di risultati è essenziale per impostare una qualsiasi attività politica, ma lo è ancor di più in un periodo di carenza di risorse.
Le domande concrete da fare sono tante, ma è possibile formularne subito alcune: quanto si spende per il personale è congruo rispetto anche ad altri Comuni similari? La distribuzione delle risorse umane (la pianta organica) corrisponde alle esigenze amministrative in termini di qualità e quantità oppure è ragionevole valutare una riorganizzazione complessiva del personale? Quali sono i servizi che il Comune di Omegna deve continuare a gestire da solo oppure deve gestire in un sistema sovra comunale? Quanti e quali sono gli investimenti che ragionevolmente il Comune di Omegna può immaginare di compiere nel corso del ciclo amministrativo? In quali settori sono ipotizzabili risparmi di gestione? Quante sono le risorse economiche sulle quali è effettivamente possibile compiere scelte di discrezionalità?
E assieme allo “spending review” bisogna abbinare una valutazione sulle “entrate”, sulla loro composizione e sulla possibilità di modificare il loro trend.
E’ un lavoro apparentemente ragionieristico che certo non appassionerà masse di persone, ma – a nostro parere – ha una valenza politica importante sia per compiere una operazione di “verità” rispetto a polemiche vecchie e nuove sulle finanze del nostro Comune, sia per affrontare scelte di merito.
Per documentazione, si può consultare il sito: http://www.camera.it/cartellecomuni/leg15/RapportoAttivitaCommissioni/testi/05/05_cap03_sch03.htm
Commenti:
Gianni Desanti says
Ringrazio Sergio Bisoglio per il commento che cita una possibilità concreta legata a migliorare l'efficienza delle entrate, che pare debba diventare ancor più importante con le norme sull'IMU.
Mario Cavigioli says
Concordo col merito. Le formule e le etichette possono cambiare, ma una moderna gestione di "qualunque cosa", soprattutto oggi, non puo' prescindere da un lavoro sistematico e di costante miglioramento sui numeri e sui processi. Da professionista e piccolo imprenditore lo considero il minimo requisito per una moderna buona amministrazione. Ma non basta a mio giudizio. I numeri devono essere governati e non ci si deve rassegnare ne limitare, per quanto possibile, al governo dei numeri. Oggi "chuiderebbe il mondo" se fosse cosi'. E' fondamentale trovare gli spazi, anche a costo di sacrifici, oggi per fare qualcosa per il domani. E' fondamentale trovare poi anche il modo di far REALMENTE comprendere i numeri anche ai Cittadini, senza la frequente stucchevole ed inutile propaganda (con la quale non ci mangiamo ne ci risolviamo i problemi). Solo cosi' si puo' compiere sino in fondo il processo Democratico e si puo' provare a consolidare nuovamente (o forse per la prima volta) un unità di intenti fra chi amministra e chi è amministrato, senza propinargli come spesso vedo fare slogan e battute invece che spiegazioni e ipotesi di soluzioni.
Mario Cavigioli says
Concordo col merito. Le formule e le etichette possono cambiare, ma una moderna gestione di "qualunque cosa", soprattutto oggi, non puo' prescindere da un lavoro sistematico e di costante miglioramento sui numeri e sui processi. Da professionista e piccolo imprenditore lo considero il minimo requisito per una moderna buona amministrazione. Ma non basta a mio giudizio. I numeri devono essere governati e non ci si deve rassegnare ne limitare, per quanto possibile, al governo dei numeri. Oggi "chuiderebbe il mondo" se fosse cosi'. E' fondamentale trovare gli spazi, anche a costo di sacrifici, oggi per fare qualcosa per il domani. E' fondamentale trovare poi anche il modo di far REALMENTE comprendere i numeri anche ai Cittadini, senza la frequente stucchevole ed inutile propaganda (con la quale non ci mangiamo ne ci risolviamo i problemi). Solo cosi' si puo' compiere sino in fondo il processo Democratico e si puo' provare a consolidare nuovamente (o forse per la prima volta) un unità di intenti fra chi amministra e chi è amministrato, senza propinargli come spesso vedo fare slogan e battute invece che spiegazioni e ipotesi di soluzioni.
Mario Cavigioli says
Concordo col merito. Le formule e le etichette possono cambiare, ma una moderna gestione di "qualunque cosa", soprattutto oggi, non puo' prescindere da un lavoro sistematico e di costante miglioramento sui numeri e sui processi. Da professionista e piccolo imprenditore lo considero il minimo requisito per una moderna buona amministrazione. Ma non basta a mio giudizio. I numeri devono essere governati e non ci si deve rassegnare ne limitare, per quanto possibile, al governo dei numeri. Oggi "chuiderebbe il mondo" se fosse cosi'. E' fondamentale trovare gli spazi, anche a costo di sacrifici, oggi per fare qualcosa per il domani. E' fondamentale trovare poi anche il modo di far REALMENTE comprendere i numeri anche ai Cittadini, senza la frequente stucchevole ed inutile propaganda (con la quale non ci mangiamo ne ci risolviamo i problemi). Solo cosi' si puo' compiere sino in fondo il processo Democratico e si puo' provare a consolidare nuovamente (o forse per la prima volta) un unità di intenti fra chi amministra e chi è amministrato, senza propinargli come spesso vedo fare slogan e battute invece che spiegazioni e ipotesi di soluzioni.
Mario Cavigioli says
Concordo col merito. Le formule e le etichette possono cambiare, ma una moderna gestione di "qualunque cosa", soprattutto oggi, non puo' prescindere da un lavoro sistematico e di costante miglioramento sui numeri e sui processi. Da professionista e piccolo imprenditore lo considero il minimo requisito per una moderna buona amministrazione. Ma non basta a mio giudizio. I numeri devono essere governati e non ci si deve rassegnare ne limitare, per quanto possibile, al governo dei numeri. Oggi "chuiderebbe il mondo" se fosse cosi'. E' fondamentale trovare gli spazi, anche a costo di sacrifici, oggi per fare qualcosa per il domani. E' fondamentale trovare poi anche il modo di far REALMENTE comprendere i numeri anche ai Cittadini, senza la frequente stucchevole ed inutile propaganda (con la quale non ci mangiamo ne ci risolviamo i problemi). Solo cosi' si puo' compiere sino in fondo il processo Democratico e si puo' provare a consolidare nuovamente (o forse per la prima volta) un unità di intenti fra chi amministra e chi è amministrato, senza propinargli come spesso vedo fare slogan e battute invece che spiegazioni e ipotesi di soluzioni.
Mario Cavigioli says
Concordo col merito. Le formule e le etichette possono cambiare, ma una moderna gestione di "qualunque cosa", soprattutto oggi, non puo' prescindere da un lavoro sistematico e di costante miglioramento sui numeri e sui processi. Da professionista e piccolo imprenditore lo considero il minimo requisito per una moderna buona amministrazione. Ma non basta a mio giudizio. I numeri devono essere governati e non ci si deve rassegnare ne limitare, per quanto possibile, al governo dei numeri. Oggi "chuiderebbe il mondo" se fosse cosi'. E' fondamentale trovare gli spazi, anche a costo di sacrifici, oggi per fare qualcosa per il domani. E' fondamentale trovare poi anche il modo di far REALMENTE comprendere i numeri anche ai Cittadini, senza la frequente stucchevole ed inutile propaganda (con la quale non ci mangiamo ne ci risolviamo i problemi). Solo cosi' si puo' compiere sino in fondo il processo Democratico e si puo' provare a consolidare nuovamente (o forse per la prima volta) un unità di intenti fra chi amministra e chi è amministrato, senza propinargli come spesso vedo fare slogan e battute invece che spiegazioni e ipotesi di soluzioni.
Francesco Pesce says
Ricordo agli amministratori, presenti e passati, che il Comune ha un suo strumento di verifica e di controllo degli obiettivi raggiunti e delle risorse utilizzate (umane e finaziarie) che si chiama PEG (Piano Economico di Gestione) che l’Amministrazione Buzio (rea agli occhi dell’ “infallibile” Bisoglio di ogni mancanza…) ha ridefinito nelle schede e nei tempi di approvazione. Il PEG, tra l’altro, permette di valorizzare le risorse umane e quantificare nel dettaglio ed effettivamente quella parte di compenso dei dirigenti legato al risultato (corrisposto anche con l’ausilio del Nucleo di Valutazione). Questo solo per dire che di strumenti di gestione e di controllo di gestione ce ne sono già, senza inventarne di nuovi, ma che il loro utilizzo dipende, come ogni cosa, dalla cultura della/e persona/e posta/e al loro presidio ed anche, naturalmente, alla capacità dell’amministratore che ne ha la responsabilità politica. Per fare un altro esempio pratico e cogente, tra gli strumenti necessari per individuare sprechi ed inefficienze, c’è la “due diligence” che non è altro (per semplificare) che la verifica (contabile, economica, sulle procedure, sullescelte e opportunità, etc.) di cosa si è fatto e come in una società (es. la SPL S.r.l.) per accertare se la gestione è stata corretta e, in caso contrario, per prendere eventuali provvedimenti e definire le correzioni di rotta. Unostrumento che, in più, torna a rendere trasparenti le gestioni così come è doveroso, oltre che necessario, nella pubblica amministrazione. La domanda è: perché non è stata fatta una “due diligence” della SPL S.r.l., come richiesto dalla minoranza, ma solo una sua valutazione che è costata, tra compensi, diritti e imposte ai due professionisti incaricati, circa 26.000,00 alla città di Omegna e non ha chiarito nulla sulla causa dell’eccessivo disavanzo rilevato e, necessariamente, a carico del Comune (quindi pro quota ai cittadini)? Una risposta è quindi nel fatto che gli strumenti ci sono, ma è la scelta politica (più che tecnica) che spesso utilizza i meno efficienti per obiettivi che esulano dall’obiettivo della “migliore gestione” possibile. Come si dice, se non puoi convincerli (i cittadini), confondili. Lietissimo dello scambio di opinioni, saluto con cordialità, Francesco Pesce.
SERGIO BISOGLIO says
Non e' mia abitudine confondere i cittadini.Certo e' che con uno studio di fattibilita' di partito si e' potuta costituire una controllata(spl) baipassando ilpatto di stabilita'.Peccato senza polemica alcuna che gliuomini della sinistra hanno avallato uno studio di fattibilita' nel quale si programmavano 14/15 collborazioni occasionali,sostanzialmente dei dipendenti in nero con tutte le conseguenze del caso.Quando ed a breve il consiglio comunale certifichera' che tre delle quattro operazioni sui derivati sono speculative,sulla scorta di documentazione non di partito,cosa dichiarera' il Dr.Pesce al popolo degli elettori.Che perdere in due anni 400.000,00 euro ci puo' stare,che sottoscrivere operazioni di detta portata senza un supporto tecnico giuridico e' legittimo,gli avvocati costano troppo e che probabilmente pagare 500.000, Euro di commissioni occulte e' di poca importanza. Se al Dr.Pesce va bene ne prendo atto senza polemica alcuna, anzi Vi ringrazio per l'attenzione,sperando di non aver confuso nessuno Sergio Bisoglio
Gianni Desanti says
Constato che le questioni del passato, fatte di polemiche continue, sono ancora le argomentazioni prevalenti. Mi dispiace poichè il testo sullo "spending review" che ha dato origine a questi commenti era tutto incentrato sulle proposte per il futuro. A Francesco dico che spesso il PEG e il Nucleo di Valutazione sono strumenti mirati a stabilire se dare o meno compenso aggiuntivo ai dirigenti, mentre servono più che strumenti burocratici analisi politiche e di priorità nelle scelte che, al momento, mi paiono ancora carenti.
Francesco Pesce says
E' vero Gianni quanto dici, ma ciò che si ha a disposizione dovrebbe sempre essere utilizzato in chiave "strategica": il PEG e il Nucleo di Valutazione possono avere questa funzione. Spero che l'Assessore Bisoglio rettifichi, si scusi e cancelli le affermazioni "sostanzialmente dei dipendenti in nero" e "commissioni occulte" per le quali ravviso gli estremi della diffamazione della precedente amministrazione, quindi la possibilità di una querela. Grazie dello spazio concesso, Francesco Pesce
Sergio Bisoglio says
Invito cortesemente il Dr.Pesce, se lo ritiene opportuno, a prendere visione o lettura dell'articolo del Prof.Avv.Marco Rossi della Rossi e Rossi & Patner, uno dei massimi esperti non di partito, nel trattare la materia, finanza derivata, che commentando la recente sentenza del Tribunale di Milano n.5118 del 14.04.2011 parla di commissioni implicite occulte o costi occulti.Quereliamo pure tutti, ma nella sostanza l'Ente non avvalendosi di una consulenza tecnico-giuridica qualificata non riconducibile come e' accaduto per Omegna ad una societa' dello stesso gruppo dell'Istituto di Credito con il quale sono state sottoscritte e rinegoziate le operazioni di finanza derivata e' incorso in un grosso incidente di percorso con tutte le conseguenze onerose del caso Grazie Sergio Bisoglio

Sergio Bisoglio says
Nel nostro programma elettorale precisiamo che la quarta o quinta azienda pesente sul territorio comunale non puo' continuare ad operare senza che venga realizzato un Controllo di Gestione.Nel merito delle entrate sarebbe utile, senza polemica alcuna, capire per quale motivo l'ufficio tributi gestiva il capitolo degli accertamenti solo nell'imminenza della prescrizione, cioe' e' avvenuto sistematicamente dal 2002 al 2009.Poi non casualmente le cose sono cambiate.Per l'esercizio finanziario 2011 questa amministrazione puo' documentare l'emissione di accertamenti non contestabili prossimi ad Euro 285.000.00 ben superiori ai dati del Bilancio di Previsione del 2011. Non serve molto, basta lavorare con sistematicita' ovviando alle dormite di qualche dirigente e di qualche addetto ai lavori. Lieto dell'incontro porgo cordiali saluti. Sergio Bisoglio