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IL PONTE SUL LAGO

 

Sentiredemocratico, anche in vista del prossimo rinnovo dell’Amministrazione Comunale di Omegna,  ha recentemente avanzato una proposta per immaginare lo sviluppo di un turismo compatibile sia in termini ambientali che di sostenibilità economica individuando come importante l’area della foce della Fiumetta e del Monte Zuoli.

Senza per nulla smentire quella proposta, vorremmo però lanciare – con l’intento di non considerarlo solo una provocazione – un altro tema che, nel passato, aveva infiammato il dibattito omegnese. Ci riferiamo alla fattibilità o meno di un ponte sul tratto terminale del lago che possa collegare le due sponde di lungo lago Gramsci e di lungo lago Buozzi. Il dibattito del passato su questo tema è stato abbandonato sia per gli evidenti contrasti che aveva suscitato (in modo trasversale tra le varie forze politiche), ma anche per una oggettiva carenza di risorse a disposizione per realizzare l’opera.

Non è che le attuali condizioni delle finanze pubbliche siano tali da consentire facili promesse, ma certamente ci si sta sempre più rendendo conto che l’economia di Omegna – per avere qualche prospettiva futura -  non possa che prefigurare uno scenario in cui il ruolo del turismo e la vivibilità della città siano elementi preponderanti rispetto allo scenario del passato in cui decisivo era l’apporto dell’industria e dei servizi legati a quel tipo di economia.

Se di questo si tratta, è indubbiamente necessario trovare il modo per liberare il centro cittadino dal traffico asfissiante che lo assilla lungo l’asse stradale che scorre davanti al Municipio. Ciò sarebbe funzionale non solo allo sviluppo turistico e commerciale, ma anche e soprattutto alla vivibilità per i cittadini residenti che solo in questo modo potrebbero godere di una significativa area pedonale o a traffico limitato.

Realizzare il ponte (molto più della ventilata e difficile alternativa costituita da un tunnel sotto il Parogno) diventa allora una scelta strategica per il futuro. Realizzabile subito? Probabilmente no, perché non ci sono i soldi ma anche perché il confronto sulla tipologia dell'opera e sulla sua compatibilità ambientale, in realtà, non è mai stato avviato seriamente.

Quello che vorremmo proporre ed indicare come iniziativa da mettere in campo a breve termine è la realizzazione di uno studio di fattibilità attraverso un “concorso d’idee”, promosso dalla Amministrazione Comunale, magari con il supporto di altre Amministrazioni Pubbliche o di Fondazioni.

I ponti possono essere belli o brutti, possono porsi in contrasto con il paesaggio o divenirne un positivo elemento costitutivo; l’unico modo per non erigere steccati o avanzare proposte avventate è quello di porsi di fronte ad un problema approfondendolo, studiandolo e mettendolo a confronto con altre realtà similari.

E’ quello che vorremmo venisse fatto.

Commenti:


Marco Tagliaferri says

l'idea del ponte la trovo interessante,è sicuramente un tema che farebbe discutere ma credo che sia necessario incominciare a mettere sul piatto anche proposte di rottura, mostrando in concreto cosa intendiamo per rinascita di una città, altrimenti non si capisce perchè persone deluse dalla politica i dovrebbero darci il loro voto

Gianni Desanti says

Oltre ad un metodo di lavoro corretto, credo che si debba scendere sul concreto non solo sul "ponte", ma su tutta una serie di altre tematiche

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